News e curiosità Barbie

Dal 28 ottobre al 13 marzo 2016 il Museo delle Culture (MUDEC) di Milano ospita la mostra Barbie. The Icon, curata da Massimiliano Capella e promossa dal comune di Milano da "24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE" in collaborazione con Mattel. La mostra racconta la nascita e l'evoluzione di Barbie, la bambola più famosa e più venduta al mondo, frutto di un'intuizione di Ruth Handler, moglie del cofondatore della casa di giocattoli Mattel Elliot Handler, quando si rese conto che spesso sua figlia giocava con le bambole dando loro dei ruoli da adulti. Barbie prese il nome proprio dal nome della figlia degli Handler, Barbara, e apparve per la prima volta nei negozi il 9 marzo 1959, vestita con un costume zebrato e i capelli neri legati. Nei suoi 56 anni di vita Barbie "si è fatta interprete delle trasformazioni estetiche e culturali della società lungo oltre mezzo secolo di storia (...) ha avuto il privilegio di resistere allo scorrere degli anni e attraversare epoche e terre lontane, rappresentando ben 50 diverse nazionalità". La mostra è articolata in cinque sezioni e preceduta da una sala introduttiva dove si trovano 7 pezzi iconici e rappresentativi per decadi dal 1959 ad oggi.



  • Jian Yang, l'uomo che possiede 9000 bambole
Jian Yang è un ragazzo di Singapore con un’insolita passione: le bambole. Le colleziona fin dall’età di 13 anni e ne possiede oramai circa 9000. La curiosa collezione, conservata in casa sua, occupa tre pareti e 9 armadietti, e conta 6000 Barbie e 3000 differenti tipi di altre bambole, compresi rari esemplari raffiguranti Grace Kelly, Barbra Streisand, Elizabeth Taylor, Frank Sinatra e Osama Bin Laden. Si calcola che Yang abbia speso nel corso degli anni più di 250mila sterline per la sua raccolta: un vero e proprio patrimonio. La cosa, poi, sembra gli sia costata anche qualche relazione sentimentale, dato che alcune delle sue fidanzate hanno sentito quella con le sue bambole come una competizione schiacciante.
Yahoo.com
  • La casa di Barbie a Berlino da maggio ad agosto, piovono le polemiche.Sarà smantellata il prossimo 25 agosto

Barbie Dreamhouse Experience, la casa di Barbie a grandezza naturale aperta a Berlino il 16 maggio scorso. L’intenzione è quella di allestirla in altrettante città europee. 15 euro il costo dell’ingresso per gli adulti e 12 per i bambini. 49 euro il biglietto per l’intera famiglia. Questo è il prezzo da pagare per accedere al paradiso rosa della bambola più celebre del mondo, creata dalla Mattel 54 anni fa.

[ad]La casa si sviluppa su una superficie di 2.500 metri quadrati. Davanti al portone d’ingresso una gigantesca fontana a forma di scarpa rosa lucido svetta tra le aiuole e il prato verde. All’interno si trovano cucina, soggiorno con annesso pianoforte, camera da letto con tanto di letto a baldacchino, bagno, ascensori e, naturalmente, l’immancabile guardaroba in bella vista nella gigantesca cabina armadio. Un apposito braccialetto permette ai visitatori di interagire virtualmente con la propria beniamina. Chi avesse bisogno di una sosta può rifocillarsi nell’area caffè, mentre il negozio di souvenir è fatto apposta per cedere alle tentazioni più glamour.

Insomma, c’è tutto quanto basta alla casa itinerante per attirare su di sé un mucchio di polemiche, sorte prima ancora della sua inaugurazione attraverso la nascita su Facebook del gruppo chiamato “Occupy Barbie Dreamhouse”. Tra le accuse rivolte alla bambola dal fisico longilineo e le curve mozzafiato, quella di veicolare un’immagine sessista della donna, dedita esclusivamente alla casa e alla cura del proprio aspetto.

Già in passato la Mattel aveva dovuto fare i conti con l’accusa di aver creato un ideale estetico irraggiungibile, che favorirebbe tra le ragazze l’insorgere di disturbi dell’alimentazione come l’anoressia. Lo stesso marchio ha tentato in vari modi di respingere le critiche subite nel corso del tempo attraverso diverse iniziative: ha modificato le misure del bacino della bambola in modo da renderlo più ampio e ha prodotto versioni particolari di Barbie, come quella con la pelle scura e quella calva, che doveva servire ad esorcizzare la paura del tumore.

Per niente convinte dalle buone intenzioni della Mattel, all’inaugurazione della casa berlinese le Femen hanno inscenato la loro protesta, dando fuoco ad una Barbie legata ad una croce e sfoggiando sul petto nudo la scritta “Life in plastic is not fantastic”, ispirata alla celebre canzone “Barbie girl” del gruppo pop Aqua. La band scandinava nel 1997 faceva uscire una divertente parodia della vita della Barbie, che nel video del pezzo trascorre la sua giornata tra un giro a cavallo e un party in piscina insieme a Ken ed amici.

Non soltanto una questione di modelli e stereotipi. La bambola più accessoriata del mondo fa riflettere anche per altre ragioni. Varrà la pena ricordare una meravigliosa poesia di Gianni Rodari intitolata “Bambini e bambole”, che recita così:

La mia bambina ha una bambola,
e la sua bambola ha tutto:
il letto, la carrozzina,
i mobili di cucina,
e chicchere, e posate, e scodelle,
e un armadio con i vestiti
sulle stampelle, in folla,
e un’automobile a molla
con la quale
passeggia per il corridoio
quando le scarpe le fanno male.
La mia bambina ha una bambola,
e la sua bambola ha tutto,
perfino altre bamboline
più piccoline,
anche loro con le loro scodelline,
chiccherine, posatine eccetera.
E questa è una storiella divertente
ma solo un poco, perché
ci sono bambole che hanno tutto
e bambini che non hanno niente.

Nadia Ruggiero da www.termometropolitico.it

 

 

 

  • Via dagli scaffali la bambola incinta

WASHINGTON - Midge, la bambola incinta della Mattel, è stata ritirata dagli scaffali della Wal-Mart, la più grande catena commerciale degli Stati Uniti e la numero uno per le vendite di giocattoli. E' accaduto la vigilia di Natale, sull' onda delle proteste di alcuni genitori scandalizzati per l' eccessivo realismo della gravidanza della bambola. Per simulare il lieto evento, bastava premere sull' ombelico della bambola e il baby-pupazzo saltava fuori.
27 dicembre 2002 la repubblica.it

 
  • L’amica di Barbie incinta: giocattolo discutibile

Nel dicembre del 2002, a Philadelphia (Pennsylvania, Stati Uniti d’America), durante le festività natalizie, Midge, l’amica storica di Barbie, fu tirata giù dagli scaffali del più grande rivenditore al mondo, Walmart, che all’epoca contava circa 2.800 punti vendita e 500 negozi. Ritirata dal mercato a causa delle lamentele delle famiglie perché la barbie era incinta e i potenziali clienti-genitori la consideravano troppo giovane per essere mamma.
L’amica di Barbie, Midge, lanciata sul mercato nel 1963 per contrastare, insieme con Skipper, la sensualità della sua collega bionda, nell’ultima creazione della Mattel, nel 2002, faceva parte del cofanetto The Happy Family, assieme ad Allan, il suo compagno, Ryan, un figlio di tre anni, e uno in attesa. La particolarità di questa versione della barbie è che aveva una pancia removibile, che al suo interno conteneva un feto.
Alle bambine in questo modo veniva offerta la possibilità di comprendere il mistero della nascita, sollevando tutti i genitori dallo scomodo compito. Ma ci fu anche chi opinava il fatto che la bambola incinta istigasse alle gravidanze adolescenziali.
L’ultima novità, invece, risale allo scorso anno, ottobre 2011, e riguarda il lancio di una Barbie dal trasgressivo caschetto rosa, tatuaggi e leggins maculati, disegnata da Simone Legno, italiano. E anche in questo caso i genitori hanno polemizzato su questo nuovo prodotto della Mattel.
E voi future mamme, cosa ne pensate? Vi sentite rappresentate da una Barbie incinta?
Certo non si può negare che l’azienda abbia cavalcato i tempi fin dal 9 marzo 1959, giorno della nascita di Barbie, la bambola più famosa del mondo. La Mattel le ha dedicato edizioni a film famosi, ad attrici e cantanti, a serie televisive, a modelli di vita discutibili: Amy Winehouse, Grace Kelly, Madonna, Lady Gaga, Hitchock, Star Trek. Barbie ha assorbito e rinviato i vari stili delle epoche dal ’59 ad oggi e inoltre ha raccolto intorno a sé migliaia di fan e collezionisti che ogni anno spendono tanto denaro per arricchire la propria collezione.
Lagravidanza.net

  • Barbie tattoo, genitori preoccupati: “E’ diseducativa”


(21 ottobre 2011) LOS ANGELES – E’ nata dalla penna di un italiano la nuova Barbie, famosa bambola icona della Mattel, non più solo una silhouette dalla lunga chioma bionda, ma da oggi trasgressiva e dal corpo tatuato. Simone Legno, il suo ideatore, grafico e designer romano ha cercato e, a quanto pare, trovato fortuna.
Attualmente vive a Los Angeles, dove crea una sua linea di T-shirts e gadgets sotto il nome Tokidoki. Prendendo il nome da questo brand, la bambola sarà in vendita al prezzo di 50 dollari sulle piattaforme online Barbiecollector.com e tokidoki.it e, da metà novembre, sarà disponibile nel flagship store tokidoki di Milano. E’ stata presentata sabato 8 ottobre 2011 al Santa Monica Place Store, in California e la sua immagine ha dato il via alle polemiche.

Caschetto biondo-rosa, sguardo accattivante, magliettina nera con teschio, minigonna fucsia, leggings leopardati, stiletto argentato, borsetta abbinata, al guinzaglio un cagnolino-cactus di nome Bastardino e, cosa più importante, un tatuaggio che le occupa tutta la schiena, fino al collo.
I genitori americani si sono dichiarati indignati e schifati, contrastando la novità. La discussione ha scomodato psicologi, professori e intellettuali che hanno pareri separati. Alcuni trovano la bambola pericolosa per gli occhi innocenti delle bambine che vedevano, nella principessa di sempre, un modello di vita. Altri sminuiscono il potere suscitato sui bambini di oggi che per le strade ne vedono “di tutti i colori”.
Più volte la Mattel si è trovata a essere al centro di accese polemiche e di dibattiti sulla moralità del giocattolo. Barbie-Midge, è la novità del 2002, incinta, ritirata dal commercio immediatamente, perché non portava l’anello al dito, B. Fashon Fever che istigava allo shopping compulsivo con la sua carta di credito rosa. Poco tempo fa fu messo in circolazione il Ken gay e nonostante le polemiche, abbiamo dovuto vedere Barbie transessuale. La Barbie sulla sedia a rotelle in un megacartellone informativo sulla disabilità era stata la campagna choc ideata dalla Fondazione “I care” che si occupa di solidarietà sociale.
Qualche anno fa, uno stilista francese di calzature, aveva accusato il “toy simbolo di perfezione”, di avere le caviglie grosse così da costringere i disegnatori a rivedere quella parte del corpo nella bambola. Eliana Lorena ha trasformato la bambola originale, in mulatta o con la pelle completamente scura e non poteva mancare quella con il burqa. Per finire con l’Argentina, dove hanno dedicato un calendario che vede la bambola nuda, in atteggiamenti molto “piccanti”.
In barba ai polemici, però, l’ultima invenzione tutta italiana, la punk- tatuata, ha già spopolato ed è ormai introvabile.
Francesca Marinelli

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  • Barbie e Batman tossici E Mattel vuota gli scaffali in tutto il mondo

Vernici al piombo, magneti troppo piccoli: l’azienda americana elimina 18 milioni di giocattoli prodotti in Cina. Il presidente rassicura i consumatori, ma intanto ieri il titolo è precipitato in Borsa

ogliete dalle mani del vostro bambino «Sarge», la deliziosa jeep ispirata al cartone animato Disney, prodotta dalla Mattel, il colosso californiano leader mondiale della produzione di giocattoli. È stata colorata con una vernice fabbricata in Cina, molto tossica perché contiene alti livelli di piombo. Se volete farvi sostituire il gioco chiamate il numero verde 800.1137 e potrete avere informazioni più dettagliate. Per ora vi basti sapere che la cosa è seria visto che la Mattel ha deciso di ritirare dal mercato mondiale le 436mila riproduzioni del giocattolo, di cui 30mila distribuite in Italia dal maggio scorso.
Ma la lista nera dei giocattoli pericolosi non è purtroppo finita qui. Oltre 18 milioni di pezzi stanno per essere ritirati dagli scaffali dei negozi specializzati tra cui l’amata Barbie con il cane Tanner, Polly Pocket, il cagnolino Doggie Daycare set e diversi prodotti della serie del mitico eroe Batman. Ma per questi giochi la vernice non c’entra. Sotto accusa sono i magneti utilizzati, si staccano facilmente perché troppo piccoli, insidiosi e pericolosissimi se ingeriti dai bambini. Possono infatti provocare lacerazioni, infezioni o blocchi intestinali e, in casi estremi, portare anche alla morte. Negli Usa sono state più di 400 le segnalazioni di calamite staccate dai giochi e Mattel ha confermato almeno tre casi accertati di bambini, che dopo aver accidentalmente ingoiato più di un magnete, «hanno riportato lacerazioni intestinali, tali da richiedere interventi chirurgici».
Una situazione allarmante che ha fatto scattare la decisione dell’azienda di fare la maxi operazione di ritiro dal mercato per spedire negli inceneritori più di 18,2 milioni di pezzi a rischio. Tutti con il marchio Mattel ma tutti prodotti in Cina, Paese in cui viene fabbricato l’80 per cento dei giochi in circolazione e dove sempre più spesso non vengono rispettati i necessari margini di sicurezza. Non solo per i giocattoli. Poco tempo fa sul mercato americano scatolette di cibo per animali hanno ammazzato cani e gatti a causa della vernice tossica interna fabbricata in Cina, per non parlare delle confezioni di dentifricio a rischio che ha investito anche il mercato italiano. Ma anche i giochi possono far morire. Lo sa bene Bob Eckert, presidente e amministratore delegato di Mattel, che ieri ha tentato di arginare la caduta in Borsa del titolo rassicurando i consumatori e il mercato. «La sicurezza dei bambini è il nostro primo interesse. E non appena venuti a conoscenza della mancanza dei requisiti necessari, abbiamo attuato efficaci iniziative per correggere e risolvere i problemi».
Mattel ha dunque deciso di seguire la via della fermezza, suscitando l'approvazione della Commissione di vigilanza sulla sicurezza dei prodotti. «Non ci sono scuse, è un fatto completamente inaccettabile e che deve essere fermato. Lo scopo di un provvedimento di questo genere è prevenire che qualcuno si faccia male», ha dichiarato Nancy Nord, il presidente della Consumer product safety commission.
La prevenzione è fondamentale ma non è detto che questo sia solo un incidente di percorso. È infatti già la seconda volta in due settimane che Mattel richiama propri prodotti. Lo scorso 2 agosto la società aveva ritirato 1,5 milioni di giocattoli realizzati in Cina dalla controllata Fisher Price. Ma in quell'occasione nessuno dei giochi era stato distribuito o venduto in Italia

Ilgiornale.it 15/08/2007